41) Bloch. Marxismo freddo e marxismo caldo.
Marx, che ha criticato le ideologie come una forma di apologetica
delle classi dominanti,  giustamente partito dalla religione;
egli per non si  fermato alla critica della religione, ma 
sceso nel campo dei concreti rapporti di produzione. Bloch
distingue poi nel marxismo una corrente fredda (scientifica) e una
calda (umanistica, in cui  presente la dimensione utopica).
E. Bloch, Ateismo nel cristianesimo.

 Ma anche senza nebbie ed abbellimenti reali le ideologie nel loro
senso pi comune di apologetica della classe di volta in volta
dominante (dunque soprattutto l'ideologia tardocapitalistica)
contengono nell'occhio di bue dello spirito puro, troppo puro, un
tratto finora impenetrato. Marx per primo rese conoscibile questo
tratto della alienazione dell'uomo da se stesso nelle sue diverse
manifestazioni condizionate dalle classi, sempre pi potenti.
Nella societ monopolcapitalistica essa divenne pi evidente,
realizzandosi nel ridurre del tutto a merce gli uomini e le cose,
nella falsa coscienza che gett nella pi sconvolgente
autoalienazione, nello sprecarsi nell'estraneo, nello smarrito,
nel privo di essere. Ma la penetrazione antropologica,
religiosocritica degli idoli e del servizio degli idoli non giunse
senza motivo dal cielo alla terra. Non senza motivo Marx parla
ancora del feticcio della merce e delle illusioni
dell'ideologia; svelato ci in forza dell'economia, caddero dagli
occhi anche bende meno trascendenti. E' indicativo che tutta
questa analisi della alienazione che tenta un recupero della
realt alienata per riportarla nell'umano soggetto cominci con la
critica della religione; ci vien pensato sulla linea dei nostri
tesori sprecati nel cielo del giovane Hegel, e con la posteriore
critica antropologica della religione del non molto profondo e
tuttavia martellante Feuerbach. Tutto ci finisce di essere un
fatto libresco quando Marx fece conoscere l'evento rapina
dell'alienazione scesa dal cielo mitico alla forma-merce
dell'esser-ci terrestre e dell'annientamento a merce, a forza-
lavoro reificata del suo produttore. Qui non si deve mai
dimenticare che se non ci si fosse mai volti prima ad un esame
della religione ed alla sua critica conseguente la dottrina
dell'alienazione e la critica della merce di Marx sarebbero
difficilmente apparse. Basandosi su ci Marx non solo mise in luce
lo spreco di tesori umani che avviene nel cielo, e neppure volle
solo recuperarli come Feuerbach portandoli dall'alienazione ad un
genus uomo meramente astratto. Ma al cielo egli aggiunge tutta
l'ideologia dell'alto e denunci non l'uomo astratto, ma l'insieme
presente dei rapporti capitalistici, e soprattutto le loro
vittime, gli affaticati e gli oppressi. Essi sono di gran lunga i
pi autoalienati (consapevoli o meno) e fungono in potenza da
leve, come prossimi eredi del rovesciamento dei rapporti per cui e
attraverso cui l'uomo  diventato un essere asservito e
abbandonato. E' dunque senza alcun dubbio proprio della corrente
fredda del pensiero marxista il penetrare la storia precedente e
le sue ideologie con sguardo investigatore; ma l'a-che-scopo
cercato, ovvero lo scopo lontano in cui  insita l'umanit di
questo penetrare  sicuramente proprio della corrente calda del
marxismo originario, e dunque del testo fondamentale del regno
della libert che si manifesta primariamente nella forma Cristo.
La corrente fredda di questo pensiero nota, riguardo alla pi gran
parte della nostra storia precedente: Se un'idea  congiunta con
un interesse, chi ne scapita  sempre l'idea; ed ancora, circa la
rivoluzione finalmente mediata e non pi astrattamente utopica La
classe dei lavoratori non ha nessun ideale da realizzare, ma deve
porre in libert le tendenze che sono (per ci) presenti nella
societ. In tal modo Engels, e con quanto diritto, diede pi
tardi ad uno dei suoi libri il gelido titolo: Il progresso del
socialismo dall'utopia alla scienza. Ma esiste pur sempre una
corrente calda, e le conseguenze della sua omissione si possono
notare nel troppo grande progresso dalla utopia alla scienza.
Anche la corrente calda ha bisogno della sua scienza: e non come
assenza di utopia, ma come utopia finalmente concreta. Ma
nell'aggettivo non v' alcuna contraddizione, quanto piuttosto la
salvezza pi ferma e decisiva non solo per la propaganda ma per la
realizzazione del socialismo. Nella concreta utopia lavora e
splende anche la salvezza di quell'eccesso della nostra cultura,
specie per le sue artistiche allegorie e per i simboli di
carattere religioso; esso non si esaurisce con la sparizione
dell'ideologia.
E. Bloch, Ateismo nel cristianesimo, Feltrinelli, Milano, 1983 6,
pagine 327-328.
